Come nel caso delle cellule staminali, da Amanda Lear, modella di Dalì e sua musa ispiratrice, a ChatGPT, il Large Language Model (LLM) di OpenAI, il termine modello mostra la propria totipotenza.
Una caratteristica obbligata visto il punto di partenza.
La radice latina modus, che significa “modo, misura, norma”, è alla base di tutte queste varianti, che esprimono l’idea di un esempio da imitare, di una rap- presentazione semplificata o di una simulazione. Il termine modello, quindi, riflette la pluralità e la complessità dei fenomeni che si vogliono studiare, de- scrivere, imitare o realizzare, con un linguaggio (visivo, descrittivo, matema- tico, fisico, digitale) che li rende accessibili e manipolabili. Questo è il potere del modello, che si tratti di arte o di matematica.
Dal latino attraverso l’italiano, ha, inoltre, un’impronta quasi universale. Infatti, nella maggior parte delle lingue europee si usa una forma derivata da esso, come model in inglese, modèle in francese, modelo in spagnolo e portoghese, Modell in tedesco o model in rumeno.
