Il fattore Conoscenza

Oggi il fattore conoscenza viaggia insieme al termine di digital divide, sul quale, però, occorre spendere due parole. In Italia, ma anche nel resto del mondo, il Digital Divide, inteso come l’accesso a Internet a larga banda (lasciamo perdere la questione della velocità che è sempre quella della luce) non esiste più. Starlink ha risolto il problema a 50 euro al mese con satelliti a 550 chilometri dalla terra e non a 35.000 come quelli Geostazionari e con una latenza di 25 millisecondi anziché 600 millisecondi.

Il vero Digital Divide non ha a che fare con l’accesso a Internet, bensì con la capacità di comprensione del mondo digitale: dall’accesso alle informazioni al Metamodello didattico (vedi).
La velocità della Cambiodiversity dipende dal numero di oggetti accessibile ed è funzione dell’accesso alla conoscenza in termini di quantità di dati e di profondità di comprensione.
Le Rivoluzioni Industriali (macchina a vapore, elettricità, informatica, IoT) avvengono nel momento in cui l’innovazione (la causa) accelera la capacità combinatoria – unire componenti esistenti per crearne di nuove attraverso la condivisione e lo sviluppo della conoscenza teorica e pratica (il mezzo) all’interno della dialettica capitale-lavoro per il controllo dei mezzi di produzione e il miglioramento della produttività (il fine).
Cos’è l’IoT se non la capacità di legare in una rete di dati e azioni strumenti sino ad allora separati?
Nella nostra epoca (la quinta) questa innovazione si chiama Intelligenza artificiale e inserisce un elemento nuovo nella dialettica tra capitale e lavoro per il controllo dei mezzi di produzione e il miglioramento della produttività.
La novità dell’elemento consiste nella sua duplice natura: essere sia ambiente di crescita della conoscenza teorica e pratica per la capacità combinatoria, sia controllo dei mezzi di produzione e del miglioramento della produttività.
Nel frattempo, l’automazione digitale ha cambiato le carte in tavola tra lavoro e capitale.

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