La Cooperazione Internazionale Industriale

Nel 2020, ICU (Istituto per la cooperazione Universitaria) ha ottenuto un finanziamento per installare dei pannelli solari in un villaggio, Gitaza, in uno dei paesi più poveri dell’Africa.

L’aspetto veramente interessante dell’operazione è che la Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) non ha finanziato l’installazione sul tetto di una scuola, di un ospedale o di case private. Ha scelto il tetto di un mercato. Grazie all’elettricità prodotta dall’impianto fotovoltaico sono nate nuove attività commerciali all’interno della comunità, a vantaggio della popolazione che adesso può usufruire di cinema, di frigoriferi per usi alimentari e sanitari e di mulini per la molitura della manioca.
È quello che l’Africa sta facendo e che si attende.
Ed è per questo che dovremmo chiamarla Cooperazione Internazionale Industriale.
L’Africa è in movimento. E noi abbiamo una comprensione parziale dell’Africa.
Prima di tutto perché ci sono tante Afriche e contemporaneamente perché si sta creando un mercato unico africano che coinvolge tutti gli stati del continente, non ancora completo, ma dalle possibilità infinite.
Esiste, inoltre, un fenomeno che è trasversale e che viene applicato in molti settori e può estendersi a tutto.

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