Il Metodo

Questo lavoro descrive il Metodo Mattei secondo un filo logico semplice.
Nella prima parte, il binomio Comunità Lavoro rappresenta il punto di partenza.
La centralità del binomio è la premessa della scuola economica denominata Economia Civile che è frutto della dottrina sociale della Chiesa Cattolica, all’interno della quale confluiscono esperienze laiche, antiche e moderne, accomunate da un fattore comune: il ruolo del lavoratore (operaio o dirigente) rispetto alla creazione e distribuzione del valore passando anche dalla comproprietà dell’azienda.
La seconda parte analizza il Distretto Industriale, attraverso il quale si è parzialmente realizzato il binomio Comunità Lavoro dal punto di vista dell’Impresa. Lo propone, nella forma di Distretto Internazionale, come forma di industrializzazione per i paesi in via di sviluppo e modalità di valorizzazione dei giovani. Lo inserisce all’interno della Rivoluzione Industriale Continuae del motore di innovazione intrinseco: la Cambiodiversity. Presenta un Modello di Innovazione, il Trasferimento Tecnologico attraverso il quale è possibile democratizzare l’Innovazione, sganciandola dall’assunto che dipenda dall’illuminazione di un individuo o di un gruppo con un’Idea.
La terza parte si confronta con l’Africa proponendo un approccio industriale, riconoscendo la peculiarità africana basata sulla strategia Leapfrogging e valorizzando la capacità italiana di aver intuito che solo la Rivoluzione Industriale Continua costituisce un campo di collaborazione equo.
La quarta parte esamina le caratteristiche di due fenomeni che stanno plasmando Comunità e Impresa: Società 5.0 e Industria 5.0. In essi, anche nella versione iniziale, tedesca, dell’Industria 4.0, il ruolo dell’individuo e della comunità sono centrali. Il benessere dell’uomo attraverso la società è un fine, il fine.
La quinta parte analizza il paradigma 5Zero in funzione dell’elemento unificante: la formazione. Senza adeguata formazione, infatti, il binomio Lavoro Impresa rischia di girare a vuoto con conseguenze potenzialmente devastanti sul tessuto sociale e industriale. Non si tratta solamente dell’incidenza dell’Intelligenza Artificiale sulle attività umane, quanto della dinamica diversa di interazione quotidiana personale e lavorativa.
La sesta definisce per noi il tema dell’energia dal punto di vista di quella sostenibile, ma in un’ottica allargata.
La settima parte si occupa della Open Knowledge. Occorre adottare, infatti, un approccio Open nella valutazione della conoscenza e della sapienza con le quali vengono adottate ed eseguite le decisioni che riguardano il destino collettivo.
La complessità della realtà in cui ci muoviamo è un motivo in più per utilizzare un approccio aperto sulla scia dell’Open Software, dell’Open Hardware e di Wikipedia.
Inoltre, questo è un lavoro aperto. Aperto perché sarà corretto, aggiornato, modificato in modo collaborativo.
Infine, ho cercato di segnalare sempre citazioni e riferimenti a documenti e siti. Avrò sicuramente dimenticato qualcosa e, quindi, ogni suggerimento sarà benvenuto, valutato ed eventualmente utilizzato.
Fedele al motto di Picasso (anche se non è suo) citato da Steve Jobs: “Good artist copy, great artist steal” (vedi dopo) e al detto di mia nonna: “il meglio è nemico del bene”.

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