European Green Deal e 17 SDGs

<<Le storiche aziende automobilistiche europee hanno difficoltà a produrre veicoli elettrici redditizi, in particolare a causa dell’elevato costo delle batterie (la batteria rappresenta tra il 30 % e il 50 % del costo di un veicolo elettrico). I concorrenti, come la Cina, hanno prosperato in questo contesto, scommettendo sulle auto elettriche. Gli analisti hanno sostenuto che le aziende automobilistiche cinesi potrebbero diventare la forza che modella l’industria automobilistica globale nei prossimi anni … Nel 2022, il 35 % di tutte le auto elettriche esportate proveniva dalla Cina, 10 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.
Nel 2023, la Cina è destinata a diventare il primo esportatore globale di auto, soprattutto in Europa e in Asia, in un contesto di problemi di sovraccapacità sul mercato nazionale. Si prevede che manterrà questa posizione di vertice per anni. La Cina domina anche la produzione di quasi tutte le materie prime e i componenti utilizzati per realizzare i veicoli elettrici. Circa il 65 % delle celle delle batterie e quasi l’80 % dei catodi sono prodotti in Cina … Il 4 ottobre 2023 la Commissione europea ha avviato inchieste anti-sovvenzioni sulle im- portazioni dell’UE di veicoli elettrici a batteria dalla Cina. Dopo inchieste del- la durata massima di nove mesi, la Commissione può imporre tariffe compensative provvisorie e, dopo 13 mesi, definitive per cinque anni>>.
Queste affermazioni sono tratte dall’ottava edizione della pubblicazione an- nuale dell’EPRS51 (gennaio 2024) volta a individuare e inquadrare alcune delle questioni chiave e dei settori strategici che possiedono il potenziale per avere un ruolo di primo piano nel dibattito pubblico e nell’agenda politica dell’Unio- ne europea nel corso del prossimo anno.
EPRS sta per European Parliamentary Research Service (EPRS)52 e fornisce un sostegno completo alla ricerca e all’analisi ai membri del Parlamento euro- peo, alle sue commissioni parlamentari e al Parlamento europeo nel suo com- plesso. Fonte ufficiale e autorevole.
<<GEO-7 propone di basarsi sui risultati chiave di GEO-6 e su quelli di altre importanti valutazioni che sono.

  • Le politiche attuali non sono in grado di tenere il passo con il tasso di degrado ambientale che affrontiamo oggi.
  • Con le politiche attuali nessuno degli SDG ambientali sarà raggiunto e nessuno dei principali obiettivi ambientali concordati a livello inter- nazionale (ad esempio l’accordo di Parigi, gli obiettivi di Aichi, ecc.) sarà raggiunto.
  • A causa di ciò ci troviamo di fronte a una triplice crisi planetaria di cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento>>

Il Global Environment Outlook (GEO)53 è spesso indicato come la valutazione ambientale di punta dell’UNEP (United Nation Environment Programme). La prima pubblicazione, nel 1997, è stata originariamente richiesta dagli Stati membri. Si tratta di un rapporto di punta perché svolge le funzioni fondamen- tali dell’organizzazione, che risalgono alla risoluzione dell’Assemblea genera- le delle Nazioni Unite che ha istituito l’UNEP nel 1972. La 7 è in via di sviluppo dal 2022.
Non c’è bisogno di citare gli amministratori delle principali aziende automobilistiche europee o i rappresentanti delle proteste dei trattori per capire che qual- cosa è andato e sta andando storto. Qualcosa di molto importante.
Nelle parole54 del Consiglio della Comunità Europea <Il futuro dell’Europa dipende dalla salute del pianeta. I paesi dell’UE si sono impegnati a conseguire la neutralità climatica entro il 2050, rispettando gli impegni assunti nel quadro dell’accordo di Parigi. Il Green Deal europeo è la strategia dell’UE per rag- giungere l’obiettivo del 2050>.
Nessuno contesta la necessità del Green Deal Europeo o dei 17 SDGs dell’ONU in sé. Non i cittadini europei, non i produttori di automobili, non i contadini. Ma qualcosa non funziona. E non sono i particolari.

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